CAPITOLO 1 - Il giorno della partita
Cielo terso, giornata calda ma ventilata. Atmosfera rilassata e allegra, tipica di ogni partita di rugby di alto livello a cui ho avuto modo di assistere. In programma Nuova Zelanda - Italia, Mike Tyson contro un peso mosca. Risultato scontato, ma nel rugby esiste l'onorevole sconfitta, cioè si può perdere di fronte un avversario più forte, ma senza rinunciare a combattere fino alla fine. L'Italia ha perso e basta. Partita poco spettacolare, numeri dei neozelandesi a parte.
Per me e i miei compagni di viaggio la partita è durata ben più degli 8o minuti di gioco. Il più classico dei pre-partita ci ha visti gastronomicamente impegnati ad un chiosco che, oltre alle famose baguette, ci riforniva di una (costosa) birra, la cui vendita era vietata dal governo francese per evitare disordini. Mah...
Per il dopo partita, invece, abbiamo raggiunto l'accampamento fronte mare dei Marmellotti, dove abbiamo avuto modo di riposarci, consapevoli che la giornata sarebbe stata lunga.
All'imbrunire, salutiamo i Marmellotti e su un autobus carico di neozelandesi canterini, ci trasferiamo al Porto Vecchio, dove per prima cosa, decidiamo di rifocillarci cogliendo l'occasione per visionare l'incontro Francia-Italia di calcio. E proprio nel momento in cui la stanchezza sta prendendo il sopravvento, decidiamo di muoverci: direzione pub. Nella zona del Porto Vecchio i locali non mancano, e per non fare torto a nessuno, ci serviamo in maniera casuale da alcuni di essi. Il tutto, nuotando in una marea nera di tifosi neozelandesi.
Ad un orario indefinito, ormai stremati, saliamo in taxi e torniamo in albergo.
Nessun commento:
Posta un commento