Quando chi ti telefona sono solo i tuoi debitori, quando chi ti scrive è il tribunale per intimarti di comparire come teste, quando lavori per (vana) gloria e malgrado tutto riesci a dormire tranquillamente, è normale? Quando per divertirti fai uno sport dove prendi un sacco di botte, quando hai del tempo libero lo dedichi al fantacalcio, quando vai al cinema da solo, è normale?
Quando ti impegni a titolo gratuito con passione per realizzare qualcosa che sistematicamente viene ignorato o sottovalutato, quando la gente non ti saluta più per nome ma con affettuosi epiteti, quando ti guardi intorno smarrito e ti domandi "Ma chi me lo fa fare?", è normale non incazzarsi?
Mi sembra la stessa situazione in cui si ritrova il protagonista in uno degli episodi di "Ai confini della realtà" in cui le convenzioni alla base del linguaggio vengono meno, ed egli non è più in grado di comprendere nulla delle persone e di ciò che lo circonda.
Crisi esistenziale o malattia mentale? O è solo questione di attribuire alle cose il loro reale valore?
Io voto per la terza.
2 commenti:
Per assurdo, sembra che la voglia delle persone di comunicare, di parlare con gli altri, di raccontarsi e rapportarsi, scenda in modo più che proporzionale rispetto alla diffusione dei cellulari. Nessuno è più in grado di coltivare le amicizie e si è perso il gusto semplice dello stare insieme, anche per bere del buon vino. Si stava meglio quando si stava peggio...è proprio il caso di dirlo!!!
Pensate a me, che ho lasciato tutti gli amici a San Donà (80 km da Marostica), e qui a parte una squadra femminile di calcio e i miei clienti piu' affezionati, non ho altro. Si vebbe' la ragazza è sempre al mio fianco, ma vuoi mettere cos'ho perso?
A volte costringo i miei amici a farsi una sgroppata a metà strada pur di bere una birra insieme, e quei pochi momenti me li godo al massimo.
Sto apprezzando le piccole cose della vita, purtroppo sempre piu' sacrificata al lavoro.
Di vita è una SOLA...godiamocela.
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