14/06/11

Maratona del Gusto 2011 - Il resoconto

Quella che doveva essere una giornata da trascorrere "a caccia di piaceri e tesori nel Veneto Orientale" in realtà si è rivelato un percorso con alcune insidie enogastronomiche.
Nel complesso, va fatto un plauso all'organizzazione, ai ristoranti che vi partecipano e ai Comuni che supportano l'iniziativa, che resta comunque lodevole per l'impegno profuso.
Se dovessi dare un titolo alla 6a edizione della Maratona del Gusto, "Luci ed ombre" potrebbe rendere l'idea. Le luci sono rappresentate dalla professionalità e dall'intelligenza imprenditoriale di alcuni dei ristoratori che vivono l'evento come un'occasione di promozione, ideale per approcciare il cliente in modo più informale.
Una volta un vignaiolo mi disse che per vendere il vino, prima doveva farlo assaggiare! Questo perchè egli credeva (e a buon titolo!) nel proprio prodotto, poichè frutto della passione che riponeva nel proprio lavoro.

La scorsa domenica, purtroppo, abbiamo avuto modo di vedere che ci sono operatori che non credono nel proprio lavoro, o molto più probabilmente, non sono interessati a partecipare ad iniziative come la Maratona del Gusto. Manifestazioni in cui - forse - non varcano la soglia del loro ristorante clienti con il portafogli gonfio di denaro o frotte di clienti da "pausa pranzo a menu fisso".
La domanda che mi "tormenta" è "perchè aderire alla maratona del gusto se non vi è alcun interesse a farsi promozione"?
Mi chiedo che senso abbia trattare la gente con sufficienza e propinare dei piatti che sfigurerebbero anche nelle più tristi mense scolastiche. Parteciparvi in maniera superficiale, ritengo sia lesivo per l'immagine dei singoli ristoranti, e della manifestazione nel suo complesso. Suggerirei di rivedere le scelte di "marketing"! L'impressione era di essere ospiti non graditi.
Affermo ciò con piena consapevolezza del fatto che la maratona del gusto non è certo la migliore occasione per testare la qualità della cucina dei singoli ristoranti. E lungi da me farlo, ma in almeno un paio di circostanze non era possibile soprassedere sull'aspetto qualitativo.
Detto ciò, non è mio intento narrare l’intera giornata, ma ritengo sia doveroso segnalare le cose che più mi hanno colpito (in positivo!): l’ospitalità di Tonetto e di Mimmo, il quale ci ha anche deliziato con un ottimo risotto e una frittura da manuale; la porchetta e la pasta al ragù  proposti dalla Trattoria La Fossetta; i bigoli con i fasolari de Il Carro (ma anche il vino, il gelato, le sarde, …)!
Da ultimo, una menzione anche per la Confraternita dei Risi e Tochi per l’impegno profuso nel proporre IL vero risi e tochi (a cui mancava un pizzico di sale… ma era ben fatto!).
Se è vero quello che hanno detto gli organizzatori durante i saluti finali, il prossimo anno ci dovrebbero essere molte novità. Ritengo sia l’unica via percorribile se vogliono portare avanti questa bella iniziativa, che altrimenti rischia di divenire un passatempo per pensionati e per comitive goliardiche in gita dall’Emilia Romagna.

2 commenti:

giugiu ha detto...

Per fortuna qualche ristoratore si è salvato....:))

Mauro ha detto...

Più di uno... anzi la maggior parte ha ben figurato...