22/02/08

Idi di marzo

I primi due mesi del 2008 sono praticamente volati. Me ne accorgo solo ora.
Tutte le novità che speravo portasse con sé il nuovo anno non sono arrivate, ma forse sono solo in ritardo.
Tra gli eventi degni di nota c'è da segnalare l'interruzione del mio rapporto con lo Jesolo Rugby. Anche in questo caso ho lasciato che mi spremessero come un limone e che, una volta dato quello che avevo, mi mettessero alla porta.
Una domanda: se non ho ricevuto nemmeno una telefonata da una delle 45 persone con cui ho condiviso fatica, sacrificio, gioie, vittorie e sconfitte, cosa devo pensare? A saperlo prima, certe scelte per il bene della squadra non le avrei fatte. Parole che mai prima di oggi avrei pensato di pronunciare.
Di ogni esperienza ci rimane sempre qualcosa di positivo. In questo caso ho imparato che devo essere meno onesto, meno corretto, meno responsabile e che spesso conviene dire ciò che non si pensa. In sintesi, devo essere meno me stesso. Non sembra essere così difficile, visto che un saggio tempo fa disse: "E' difficile essere me!".

8 commenti:

Disorder League ha detto...

Mi spiace di quanto ti sia accaduto nel mondo del rugby, che è la tua seconda vita. Per quanto riguarda essere te stesso, con noi della Disorder puoi stare tranquillo avrai sempre tutto il nostro affetto...soprattutto se paghi la PIZZA!!! Veniale? Ma che!!!
Forza Salame, punta al TITOLO!

Mauro ha detto...

Sorry, ma quest'anno lascio fare ad altri. Nel mentre mi adopero per scoprire sempre nuovi locali...

angelo ha detto...

Personalmente non ti ho telefonato perchè mi sono sentito direttamente colpito dal tuo attacco fatto sul blog, oltre a ritenere colpiti anche coaches e altri giocatori (amici), cioè quelli con cui tu dici di aver condiviso fatiche, sudori, sacrifici, pache.... tutto vero ma probabilmente nessuno si aspettava una critica pubblica, senza parlarsi e guardarsi negli occhi, come sarebbe giusto fare tra rugbisti...indipendentemente dal fatto che tutte le cose che tu hai detto siano vere o no. Mag puoi averci messo tutta la buona fede del mondo ma hai sbagliato nel metodo andando a ferire anche chi non se lo meritava... tutto lì, quindi nessuna telefonata ma una buona birra con te sempre.

Mauro ha detto...

Molti, te compreso, parlano senza conoscere i fatti, ma limitandosi a giudicare inappropriata la platealità dell'evento. Coloro che hanno avuto l'umiltà di confrontarsi con me hanno capito le motivazioni e non mi mettono in croce senza processo.
Con rammarico vedo che alle parole viene dato un significato diverso, poichè le opinioni si trasformano in critiche. Se fossi completamente informato sapresti che il confronto "guardandosi negli occhi" e alla pari è un lusso per uno come me. A certe persone non piace sentirsi dire come stanno le cose.
E a differenza di molti, io non mi nascondo e rispondo delle mie azioni in prima persona. Come vedi a sbagliare non sono il solo. Rugbista fino in fondo, e più di molti altri.
Se vuoi conoscere tutti i retroscena, sono a tua disposizione, in modo da evitare ulteriori affermazioni errate.
E alla luce dei fatti, permettimi di dire che la "scossa" ci voleva: per un momento si sono coalizzati tutti assieme contro un "nemico" comune dimenticando i problemi interni. Non tutto il male ....

Per la birra... quando vuoi! ;-)

Magis International ha detto...

Palomo,
la cosa piu' triste, per me, e' vedere le persone innamorate di qualcosa doversi allontanare dall'oggetto dei propri desideri...
Sapere che e' successo a mio fratello quando da quasi vent'anni lo so essere "solo" rugbysta, mi ferisce profondamente.
Non posso e non voglio entrare nella polemica con gente che non conosco, a parte Angelo che saluto affettuosamente da Miami,anche perche' penso che la colpa sia solo tua.
Quando si passano ore a decidere i colori delle maglie, a spedire email a chi di competenza, a stampare copie da distribuire gratuitamente a coloro che prenderanno decisioni...quando si permette al sito della propria squadra di avere una dignita' che senza un'esperienza nel campo Web non avrebbe potuto sperare di raggiungere...quando si ricopre un ruolo all'interno di un Team direzionale in cui non si sa chi fa cosa e quindi molto passa sotto la tua responsabilita'...quando si fanno queste cose, Mauro..cose che gli altri evitano perche' sono piu' furbi o perche', senza nessuna polemica, semplicemente non ne hanno tempo o voglia, in tutti questi casi, amico mio, bisogna essere prevenuti abbastanza per riuscire, perlomeno, a farsi ringraziare pubblicamente qualche volta...a farsi dire quanto si vale...cosi' le persone, poi, acquisiscono una naturale propensione alla simpatia e al rispetto che altrimenti restano sensazioni incompiute...
Diciamo meglio...la tua colpa e' che non sei una faccia di merda..la tua colpa e' che ti nascondi quando e' il tempo di raccogliere...e la gente..gli amici...dimenticano.
Addirittura si stupiscono, e giungono persino a giudicare...
La colpa e' solo tua..e io ti voglio bene per questo...
Ma quando ti sveglierai, qui in Florida ci sono un sacco di campi da Golf che ti aspettano.
Ti abbraccio
Sergio

Mauro ha detto...

Grazie vecchio! Avevo bisogno di questa illuminazione! ;-D

dario ha detto...

Una volta tanto concordo con Sergio (ciao vecchio marpione). La colpa è tua, è mia, è di chiunque si sia dedicato alla causa dello Jesolo Rugby senza pensare agli interessi personali.

E’ stato bravo (o meglio furbo) chi ha fatto credere di avere un sogno nel cassetto ed è venuto a mendicare aiuto, è stato bravo chi ha approfittato della disponibilità di persone come te per raggiungere il suo scopo, è stato bravo chi ha strumentalizzato un momento di sfogo (assolutamente comprensibile) per dipingerti come un nemico della società e liberarsi di presenze pesanti.

La verità è che persone come te hanno permesso a Jesolo e a qualche dirigente avido di potere, di avere una squadra di rugby, l’hanno creata, strutturata, motivata, hanno trascurato i propri interessi personali, le proprie famiglie per dedicarsi ad un “progetto”. La verità è che tutto questo non paga: anche ammettendo che il tuo post fosse un errore (e alla luce degli ultimi avvenimenti non penso sia così) sono stupito da come gli “amici” possano voltare le spalle a chi tanto ha dato, facendosi traviare da chi, con parole ed azioni al limite della calunnia, descrive una situazione ben diversa da quella reale.

La verità è che paragono la mia situazione alla tua, fino ad oggi mi sono astenuto da comunicazioni “pubbliche” perché mi è stato chiesto di non remare contro la società (io che la squadra l’ho creata…) ma ora credo si sia toccato il fondo. Trovo vergognoso che 3 vittorie di fila siano sufficienti a trasformare in un bravo dirigente chi non si è fatto problemi a pugnalare alle spalle vecchi amici e collaboratori.

Da tempo ho lasciato ogni tipo di “carica” all’interno della società ma da ex dirigente mi sento in dovere di chiedere scusa a tutte quelle persone che come te, con entusiasmo e onestà d’animo, hanno contribuito alla creazione dello “Jesolo Rugby” venendo ripagati con la peggiore delle monete.

dario ha detto...
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