05/07/09

Sarde in saor e ossi de porzel

Mi rendo conto che solo leggendo il titolo dell'articolo si assumono un centinaio di calorie. Ci tengo a precisare che non si tratta di un menù di una particolare serata all'insegna dei piatti della tradizione contadina. Riguardano due recenti episodi culinari a cui ho preso parte.

Partiamo dal suino.
Un vecchio adagio dice che del maiale non si butta via niente, ed il pranzo in "casa vecia" nel cuore del Marango (zona Caorle) ne testimonia la veridicità. Le foto illustrano in dettaglio le portate del pranzo: pasta e fagioli, musetto (cotechino) ossi de porzel (schiena e testa), il tutto innaffiato da abbondante vino.






Vorrei far notare l'allestimento della cucina in linea con le moderne linee del design e rispettosa delle norme di sicurezza. Solo un particolare per far comprendere il tipo di impegno richiesto per partecipare a questi eventi:
Paron "Quanti sen?"(quanti siamo?)
Oste "Sie." (Sei)
Paron "Bon, aora fae sie musetti." (Bene, allora faccio sei cotechini)

Passiamo al pesce: le sarde in saor (IT) sono un tipico piatto veneziano la cui ricetta affonda le radici nella storia della Serenissima. Ve ne sono alcune varianti, principalmente dovute alla presenza o meno dei pinoli e dell'uvetta. Personalmente le apprezzo in tutte le declinazioni, ma affettivamente sono legato alla versione "contadina", semplice, saporita ed estremamente ricca di grassi. Da sempre in casa mia abbiamo la versione senza pinoli né uvetta; ricetta che si tramanda immutata nel tempo, di generazione in generazione.

La cipolla (il saor)

Le sardine fritte

Cuoca e custode di un sapere che non deve andar perso


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3 commenti:

Magis International ha detto...

Mi inchino al sapere di tua nonna che saluto devotamente in attesa di assaggiare un pò di sarde.
S.

Disorder League ha detto...

La Nonna è una grandissima... degna del Titolo di Lady Disorder

giugiu ha detto...

"custode di un sapere che non deve andar perso"....appunto....:))