Nella strada che da Jesolo ci riporta verso casa, un'uggiosa domenica sera mi imbatto nella famosa Locanda Mirandolina. Più stanchi che affamati, i miei compagni di viaggio ed io, decidiamo di saggiare la reputazione del decantato ristorante.
L'accoglienza e gli ambienti sono ottimi, fin quasi troppo formali, ma con la giusta dose d'ironia. Ironia che, assieme alla professionalità, sembra essere il filo conduttore del locale, a partire dai cravattini che, vista la presenza dell'erede, inevitabilmente richiamano a "lorenzoniane" memorie.
Una volta accomodati, ci servono l'acqua in colorate brocche di ceramica (è regolare?) e, per calmare i morsi della fame, un gustoso e gradito pinzimonio. I piatti ancora disponibili (è un po' tardi...) ci vengono descritti a voce dal cameriere, mentre per il vino ci invita a farci consigliare dal sommelier (?), il quale esordisce con "volete qualcosa di secco o...". Mah!
Onestamente mi sarei atteso un incipit differente. Alla fine, capendo che sono un pessimo cliente, per non sbagliare corre ai ripari, puntando su una cantina nota che fa anche buon vino: Inama. Un po' facile, ma con dei clienti che vedi la prima volta è un atteggiamento comprensibile, anche se da una persona che porta cravattino e bretelle con disinvoltura mi sarei atteso un po' più di spregiudicatezza.
Ma veniamo ai piatti! L'elencazione delle pietanze è stata decisamente interessante: ora passiamo ai fatti. Io ho scelto insalata nizzarda col tonno fresco e i gamberoni cotti al vapore con le castraure per poi passare direttamente al secondo, un filetto di rombo al forno con le verdurelle.
Diciamo che l'incantesimo fatto di luci, profumi e colori, tende a svanire una volta degustate le pietanze. Una cosa le accomuna: il sapore. Generalmente un po' piatto. Gamberoni con le castraure a parte, il resto si è rivelato un po' sottotono. Le capacità ci sono, le materie prime anche; manca - forse - un po' di personalità, la stessa che viene ironicamente ed intelligentemente ostentata dai colori delle camicie.
I ragazzi sono bravi, devono lavorarci un po' su.
Sicuramente un locale adatto a chi piace l'apparire, poichè te lo ritrovi sul conto. Non è il mio genere.
Quattro antipasti, un primo, un secondo, vino (€ 20, 9 in enoteca) e due caffè circa € 120,00. Con lo scontrino.
Locanda Mirandolina
via Gorizia, 29
30016 Jesolo (Venezia)
Tel 0421 971859
Web: www.locandamirandolina.it
2 commenti:
Salve sono Federico Montagner della Locanda Mirandolina.Volevo solo precisare tre punti relativi a questa recensione.
L'acqua che serviamo a tavola nelle caraffe colorate è l'acqua dell'acquedotto però microfiltrata da una macchina riconosciuta dal Ministero della Sanità e con cambio semestrale del filtro(tutti i dati e relative sostituzioni sono riportate in un libricino in dotazione alla macchina).
Il sommeliers(?);alla Locanda Mirandolina siamo quattro Camerieri,tutti e quattro diplomati AIS(terzo corso)io Federico nel 2004,fabio Longo nel 2009,Andrea Lorenzon e mio fratello Alberto nel 2011.tutti a pieni voti.
Il conto lo stampiamo con un registratore di cassa che stampa sia scontrini fiscali e con lo stesso formato ricevute fiscali;nel caso di ricevuta, sotto verso il bordo troverete scritto "RIC.FISCAL".
Grazie signor Mauro per la recensione che ci ha fatto ma non serviva.
Saluti dal giovane staff della Locanda Mirandolina di Jesolo.
Federico Montagner gastore della Locanda Mirandolina.
Con grande ritardo, rispondo doverosamente ad una delle poche persone che dimostra di saper gestire ogni situazione con grande professionalità.
Ci tengo solo per fare alcune puntualizzazioni, poichè ritengo che ci sia stato un fraintendimento.
In merito alle caraffe, nessun dubbio sulla purezza dell'acqua, ma sul fatto che si possa portare in tavola con dei contenitori privi di indicazioni. Ma si tratta più di una curiosità che di un vero e proprio dubbio.
In merito allo "scontrino", la mia osservazione voleva essere un punto a vostro favore, poichè troppo spesso alcuni sedicenti ristoratori sembrano soffrire di amnesie al momento del pagamento. Che si tratti di ricevuta fiscale o di fattura poco importa (a me).
Per concludere, se la narrazione della mia personale esperienza risulta non essere gradita, non avete altro da richiederne la rimozione.
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