In un panorama dove i cuochi vengono dal Bangladesh, i camerieri sono albanesi, i proprietari cinesi, si può ancora parlare di “ristorante veneziano”? Sono i piatti, le ricette, lo stile di cucina a renderlo veneziano, o l’atmosfera e il modo di fare di chi vive e manda avanti il ristorante? La “venezianità” è un qualcosa con cui si nasce o si può conseguire con il tempo?
Molte domande, nessuna risposta (giusta). Una provocazione e, al tempo stesso, un monito. Diffidare delle apparenze, mettersi in gioco e provare in prima persona.
Nella mia esperienza ho avuto modo di imbattermi in meravigliosi piatti della tradizione veneziana realizzati da cuochi nati e cresciuti a 10.000 km da Venezia. Ma è doveroso segnalare che nella città dei bacari sono incappato anche in sorprese decisamente negative: piatti tristi, privi di sentimento e passione, realizzati da autoctoni, in abbinamento a vini quasi imbevibili.
Detto questo, si può rispondere alla domanda di apertura: sì, esistono ancora ristoranti veneziani a Venezia. E uno di questi è senza dubbio la Taverna Ciardi. I motivi sono semplici. In primo luogo la cucina è veneziana, non solo nel senso dei piatti che vengono proposti, ma è profondamente veneziana nelle persone – Armando in primis – che la governano. L’indole del veneziano è un concetto troppo complesso da descrivere, per comprenderlo bisogna farne necessariamente esperienza diretta.
Ma forse, il motivo principale per cui la Taverna Ciardi è un ristorante veneziano risiede nella scelta, non facile, dei gestori, che, operando in un contesto dove vi sono molte scorciatoie, hanno scelto un’impostazione fedele alla tradizione.
Chiusa questa lunga e tediosa premessa, passiamo in rassegna le pietanze che hanno rallegrato un luculliano pranzo, avuto con gli amici del Resenteam, andato in scena proprio alla Taverna Ciardi.
A pochi minuti dalla stazione S. Lucia, poco dopo il ponte delle Guglie, all’altezza del (fu) Teatro Italia, si trova Calle dell’Aseo dove subito si incontra la Taverna Ciardi. Il locale è semplice, informale ed accogliente. Per l’occasione avevamo prenotato concordando già un menu, che vado a presentare: saltata di capparòssoi (vongole), bìgoi in salsa, tagliatelle al ragù di granchio, calamari alla bùsara con polenta grigliata, il tutto annaffiato da un vino della casa (chardonnay) decisamente buono.
Un cotanto pranzo, comprensivo di acqua, vino caffè e grappa viene a costare circa € 45, ma si può mangiare anche con molto meno, magari spulciando tra i piatti pronti del bancone.
Un’ultima osservazione: se andate alla Taverna Ciardi, dite a Giulio che siete mie amici e che vi mando io, applicherà una particolare tariffa al prezzo finale!
Taverna Ciardi
Calle de l'Aseo
Cannaregio 1885
30141 Venezia
Tel. 041 – 5241026
Web: www.tavernaciardi.it






2 commenti:
Ti porto io a Codroipo!
Grazie... ottimo consiglio, e dalle foto si puo' capire che avete gradito TUTTO!
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