10/10/12

10 ottobre 2012

"Mare d'inverno" di Eleonora Ganini
www.maredinverno.org
Oggi non vi parlo di ristoranti, né di vini, tantomeno di ricette. Oggi vi parlo di persone, quelle persone che in cucina, ma non solo, trascorrono molte ore. Quelle persone che cucinano per passione, spinte da una forza che pare quasi una missione.

Quelle persone che non hanno un ricettario, e non lo hanno mai avuto vista la scarsità di ingredienti che avevano a disposizione per buona parte della loro vita. Persone che non hanno fatto, né faranno la storia, semplicemente perché la storia l’hanno vissuta e vista scorrere come un placido fiume.

Persone che non hanno libri di cucina, tantomeno di altri generi, perché non ne hanno mai avuto bisogno: la loro vita è stata un lungo romanzo ricco di belle storie, quelle che tutti vorremmo un giorno poter raccontare.

Parlo di quelle persone che hanno il dono di dare nobiltà alle cose più semplici, senza privarle della loro essenza. Persone che con umiltà, abnegazione e determinazione affrontano ogni momento della vita.
Stessi ingredienti che si possono poi ritrovare nelle ricette che realizzano. Se fate attenzione, nell'assaggiare i loro piatti, percepirete la presenza di un altro ingrediente indefinito. Vi arrovellerete ore nel tentativo capire di cosa si tratti, ma – ne sono certo – senza successo.
Neanche il più esperto critico gastronomico riuscirà a individuarlo, per il semplice fatto che per riconoscerlo non dovrà usare la lingua. Il vero ingrediente che rende speciale questi piatti, solo dal cuore può essere trovato: è amore.
In quelle ricette dal sapore antico si sente in maniera inequivocabile l’amore, perché sono piatti realizzati da persone per altre persone. Pietanze per nutrire, dare energia e benessere al corpo, saziare, rendere forti, far crescere, prendersi cura dei propri cari. Amore, appunto.
Sono ricette che vengono dal secolo scorso, che richiedono ore di lavoro e di fatica. Ricette ripetute anno dopo anno, stagione dopo stagione, sempre uguali: una garanzia, una certezza, un punto di riferimento.
Non sono spuntini, o pause-pranzo; sono momenti di aggregazione, di convivialità, di condivisione.

Racconto di quelle persone che vivono, amano e cucinano con semplicità. Persone che ci nutrono, ci fanno crescere, ma che prima o dopo ci lasciano. Ma che resteranno sempre con noi.

Da oggi piatti come la pasta e fagioli e le sarde in saor, non avranno più lo stesso gusto. E penso di poter affermare, con un buon grado di certezza, che per il resto della mia vita non mangerò mai più i petti di pollo alla pizzaiola.

7 commenti:

JaK ha detto...

Grazie per aver condiviso questi pensieri.

Mauro ha detto...

Grazie a te

giugiu ha detto...

Forse quelle persone non faranno "la storia", ma una storia sì...quella delle persone che hanno la fortuna di condividere con loro solo qualche momento o molto di più.. Chi ti nutre con il cuore lascia sempre un segno incancellabile...

Mauro ha detto...

@giugiu è proprio così: certe persone, certi gesti hanno il potere di segnare le nostre esistenze, per sempre.
Grazie

Sergio Gnesin ha detto...

imparare a preparare quei piatti cosi' particolari, riuscendo ad aggiungervi quel tanto importante ingrediente che e' l'amore per coloro con I quali si ha intenzione di consumarli, credo sia non solo l'occasione per migliorare le proprie capacita' in cucina e di trascorrere delle ore piacevoli in compagnia, ma anche il modo migliore per rendere omaggio alla memoria di chi tali prelibatezze ha preparato per noi molte volte...

Unknown ha detto...

Sono contento di aver letto queste cose, non tanto perchè le le condivido perfettamente, ma perchè è questo lo spirito che mi anima quando cucino per i miei amici o le persone a cui voglio bene ( che sono poi le stesse persone ). Cucinare con l'amore di farlo, con la consapevolezza che stai donando una parte di te attraverso piatti che riescono a solleticarti lo spirito, ti fa stare bene. Tutto questo però non servirebbe a nulla se preparato per persone che non sono emotivamente in sintonia con te, se non sono predisposte a degustare anche con lo spirito. Sono sicuro che chi riesce a dare queste sensazioni magari non passerà alla storia, quella dei libri, ma rimarrà per sempre nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerle e di volergli bene.

Mauro ha detto...

@Sergio e Carlo: belle parole: l'ennesima conferma che sono fortunato a conoscere persone così. Grazie